SOMMARIO                             

Nessun capo, ma tante teste

Firenze: in movimento per ambiente, pace, diritti

Un forum sull’acqua

Appunti di Piero Fabbri

Affidati ai fluenti flutti di presenze ed idee colorate, assecondiamo la corrente umana per esplorare
 i meandri, anche i più improbabili, della fiera della militanza e del protagonismo civile di respiro
internazionale. Un altro mondo è possibile. Un’altra Europa è possibile.

Qui si vengono apprezzando, nella moltitudine formicolante, gli aromi e gli effluvi della diversità, se
ne colgono le potenzialità e le possibili interazioni, si è partecipi di visioni e scorci di realtà sociali
in movimento, solo sfiorando il fronte dello stand, transitandoci davanti; perfino l’estraneità è
rassicurante, capace com’è di intonarsi alla condivisa melodia di fondo. Vaghiamo approdando
prima ad Attac e poi al Contratto mondiale dell’acqua, corroborati dai sorrisi e dagli abbracci di
giovani volti amici, con i quali metteremo a frutto il pomeriggio al Seminario di approfondimento
"Beni e diritti: ecosistema ed acqua" quale strategia per il loro riconoscimento come beni comuni
mondiali.
Ci attendono: Riccardo Petrella, Segretario del Comitato internazionale Contratto
Mondiale dell’Acqua; Francesco Ferrante di Legambiente; Stefano Lenzi del Wwf Italia; Emilio
Molinari (vecchia e cara conoscenza di militanza milanese degli anni settanta), del Comitato
italiano acqua; insieme ad altre pregiate e qualificate presenze, alcune delle quali internazionali,
che non dovranno faticare molto per convincerci che l’acqua non è una merce e che il diritto
dell’accesso all’acqua deve essere riconosciuto e garantito per tutti gli esseri viventi: senza l’acqua,
che mondo sarebbe?

Persino quella del rubinetto oggi è ottima a Firenze!

Amarcord: molti anni addietro, in città per una manifestazione contro le scelte dell’allora ministro
della sanità Tina Anselmi: "tinaanselmibirichinaancheatelasuppostina" risultò imbevibile il tè della
stazione, decisamente spinto sull’aroma cloro. Che si tratti di una operazione di mercato dei
nostrani privatizzatori dei sistemi di distribuzione dell’acqua potabile?

Fortezza dal basso

Appunti di Francesca Gianformaggio

6/11

A Santa Maria Novella mi accoglie la banda: sulle note di addio Lugano bella orchestrata a tempo
di valzer, ragazzi e ragazze ballano nell'atrio della stazione, circondati da festanti no-new global
Un primo impatto di ottimo auspicio.

7/11

Il primo giorno in fortezza. Confusione, disorientamento, una fila insopportabilmente lunga per il
pass, il conseguente ritardo al primo appuntamento con i dibattiti del forum. Eppure, va tutto bene.
La prima sala che incontro è proprio quella che cerco, e, se mi sono persa proprio la conferenza,
gli interventi che seguono e le conclusioni mi appassionano subito. C'è Lidia Menapace che mi
riconosce quando vado a salutarla ("non dimentico mai una faccia, ho solo qualche difficoltà a
collocarla"), e so subito che cosa seguirò nel pomeriggio.

Lidia e le compagne della marcia mondiale delle donne sono affascinanti e immediatamente ti
coinvolgono per quel condensato di finezza e radicalità che le distingue: parlano di pace e di diritti,
propongono la neutralità nei conflitti armati per l'Europa in costruzione e pretendono la cittadinanza
per tutti e tutte; in perfetta sintonia di analisi e di intenti, il rappresentante di Banca etica invita a
concreti comportamenti alternativi nella vita di tutti i giorni. Poi Mercedes e Domitilla ci mettono di
 fronte alle nostre contraddizioni, portando i loro punti di vista di donne migranti e donne del sud del
mondo.

8/11

Non ricordo bene in quale momento ho pensato: sono contenta di esserci. Non durante la
conferenza della mattina, quando Flavio Lotti ha proposto per la costituzione europea il ripudio
della guerra e l'introduzione del diritto alla pace; non all' assemblea pacifista del pomeriggio
(in cui peraltro ho notato con dispiacere l'assenza di Lidia e di Luisa Morgantini), e neanche al
secondo incontro con Mercedes, così provocatoria e stimolante…. L'ho pensato in un momento
qualsiasi della giornata, mentre giravo per gli stand o cercavo di orientarmi in quella inenarrabile
confusione: sono contenta di esserci; la disorganizzazione è tanta, ma va bene così, va proprio
bene così.

9/11

Della manifestazione si è visto e si è detto già tanto. Io ho fissato in mente le immagini di due
ragazzi: il ragazzo inglese che grida "antì- antì- anticapitalista" sprizzando gioia da tutti i pori e il
ragazzo siciliano che si avvicina a una panchina in Campo di Marte, raggiante ed esausto allo
stesso tempo. Si toglie dalle spalle un enorme zaino e: "Sono sette chilometri che lo porto addosso.
Non ce la faccio più!" … perché il deposito bagagli della stazione quel giorno era chiuso.